“Amianto killer” a Roccamurata ancora scontro sulle pietre verdi

“Amianto killer” a Roccamurata ancora scontro sulle pietre verdi

Grande partecipazione all’incontro pubblico a Borgotaro 17 marzo 2011. Tra gli ospiti il primario di Sarzana Pieraldo Canessa. Polemica del comitato con il consigliere provinciale Botto

Continua la battaglia del comitato No cava Predelle per la chiusura della cava di Roccamurata, il sito dove si estraggono ofioliti nel comune di Borgotaro. Sabato scorso l’associazione ha organizzato un convegno dedicato ai rischi sulla salute prodotti dall’amianto, in collaborazione con l’Associazione italiana esposti Amianto. Da tempo il comitato denuncia i pericoli legati all’attività estrattiva delle ofioliti, non solo per la salute, ma anche per il territorio, con la cava accusata di essere causa di pericolose frane e smottamenti del terreno. 
————————–
In Italia è possibile dimensionare il fenomeno dei decessi per malattie asbestocorrelate intorno ai 3.000 casi l’anno. E a morire non sono solo i lavoratori, ma anche le persone il cui unico torto è stato quello di abitare nelle vicinanza di un sito contaminato. La triste contabilità delle vittime in Italia raggiungerà un picco tra il 2015 e il 2018, mentre in Europa occidentale le proiezioni si attestano su 500.000 morti nei primi 30 anni del 2000. E, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, nel mondo muoiono ogni anno 107.000 persone per cancro al polmone, mesotelioma o asbetosi dovuti a esposizione ad amianto, mentre sono oltre 125 milioni gli esposti ai rischi sui luoghi di lavoro. La strage silenziosa si consuma in Italia non più a causa della produzione industriale, ormai cessata, ma a causa della presenza della sostanza killer, in molti luoghi e prodotti: l’amianto, infatti, fino al 1992 è stato usato nella cantieristica navale, nelle coibentazioni, nei rotabili ferroviari, nell’industria tessile, nella metalmeccanica e nell’edilizia. Dal secondo dopoguerra fino a quando ne è stato definitivamente bandito l’uso, ossia nel 1992, nel nostro Paese, sono state prodotte 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo. Non solo. L’amianto veniva anche importato: fino a 50.000 tonnellate all’anno fino al 1991. E a quasi 20 anni dalla legge che in Italia ha bandito ogni forma di produzione, importazione e commercio di materiali contenenti amianto (i cosiddetti Mca), siamo ben lungi dall’esserci liberati dei residui della lavorazione o delle strutture che contengono le fibre letali. I ricercatori della pubblicazione parlano di “informazioni non esaustive” riguardo alla presenza di amianto, ma nel censimento su quello che ancora deve essere bonificato compaiono 39 siti industriali, 2,5 mln di tonnellate di amianto ‘spruzzato’, e 50 milioni di mq di coperture di cemento-amianto, diverse navi e 100.000 km di condotte industriali.

 

Facebook Comments

leave a comment

Create Account



Log In Your Account