Borgotaro, 5 tonnellate di conserve senza etichetta di origine.

Borgotaro, 5 tonnellate di conserve senza etichetta di origine.

Sequestrato 5,3 tonnellate di conserve di ortofrutta e sospesa l’attività dell’azienda, che si trova in via Caduti del Lavoro di Borgo Val di Taro.

Del fatto se ne sono occupati tutti i media locali e perfino l’Ansa. Sui social, soprattutto facebook, tantissimi utenti sdegnati chiedono che venga svelato il nome della ditta. Le autorità non lo hanno reso noto e nemmeno  i giornalisti che non vogliono correre il rischio di vedersi chiedere un risarcimento per danni d’immagine. Eppure il gioco è facile facile, quante ditte di conserve ci saranno mai a Borgo Val di Taro in via Caduti del Lavoro?  Mille o una reperibilissima su paginegialle.it o Google? E poi una volta scoperto il nome che se ne fanno?

Notizia dal sito web di RTA Videotaro
fusti pomodoro

I consumatori devono sapere il perché è stata sequestrata, solamente per la mancanza di etichettatura? allora niente di gravissimo… Oppure per altri motivi più gravi e che quindi  più che il produttore dovrebbero chiedersi dove andava a finire quella roba, e da chi e sotto quale nome veniva venduta, forse da un brand nazionale che conosciamo tutti e che ci ispira fiducia di cose fatte in casa?

Il problema di fondo è un altro;  fino a 30 anni fa in estate davanti alle industrie conserviere nostrane  si vedevano i rimorchi dei contadini carichi di pomodori per tutta la notte in attesa di scaricare . Quelle erano conserve fatte coi pomodori freschi delle nostre campagne! Ma sono anni che non li vediamo più . Adesso molte conserve sono prodotte a partire da superconcentrati, fatti chi sa come, chi sa dove e chi sa da chi. Anzi si sa visto che nei nostri porti arrivano navi cariche di “containers” pieni di fusti di concentrato di pomodoro provenienti dalla Cina e dall'India e destinati alla sempre più svalutata “ fu Food Valley”.

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