Borgotaro, Gibertoni (M5S)

Borgotaro, Gibertoni (M5S)

Foto di Giulia Gibertoni

Una seduta congiunta delle Commissioni Ambiente e Salute totalmente dedicata al caso Laminam. Dopo l’evanescente risposta dell’assessore Gazzolo al question time di ieri in Assemblea Legislativa, Giulia Gibertoni torna a chiedere un impegno alla Regione per cercare di risolvere al più presto i problemi che riguardano i disagi legati ai continui cattivi odori e malesseri denunciati dai cittadini di Borgo Val di Taro e legati all’attività produttiva dall’azienda Laminam.

“Nei prossimi giorni depositeremo una richiesta per far svolgere una seduta ad hoc delle commissioni Ambiente e Salute per analizzare nel dettaglio ciò che la Regione continua a non voler ammettere, ovvero che a Borgo Taro è in atto da tempo una vera e propria emergenza sanitaria – spiega Giulia Gibertoni – Ecco perché pretenderemo la presenza, oltre che dell’assessore Gazzolo e dell’assessore Venturi, anche del sindaco di Borgo Taro, dei vertici di ARPAE, dei pediatri del luogo e dei rappresentanti dei comitati locali. Tra i tanti aspetti sui quali a nostro avviso la Regione non sta facendo abbastanza, c’è quello che riguarda la situazione dei bambini che frequentano gli istituti scolastici nei pressi dell’insediamento industriale e che sono costretti a barricarsi all’interno delle proprie aule per non respirare l’aria insalubre che proviene dall’azienda”.

“Dopo le non risposte fornite in aula ieri dall’assessore Gazzolo ci aspettiamo che in Commissione ci sia la volontà di affrontare realmente questo problema senza quei tecnicismi che la Giunta continua ad affermare senza risolvere definitivamente il problema. Come abbiamo ripetuto in più di un’occasione – conclude Giulia Gibertoni – l’unica cosa da fare per dare delle risposte concrete ai cittadini di Borgotaro è sospendere temporaneamente l’attività della Laminam e avviare una seria valutazione di impatto sanitario, tutelando al contempo gli interessi economici e occupazionali. Non si può continuare a negare a quei cittadini il diritto di vivere tranquilli nel loro paese”.

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