Cava le Predelle. ESPOSTO PROCURA REGIONALE  DELLA CORTE DEI CONTI

Cava le Predelle. ESPOSTO PROCURA REGIONALE DELLA CORTE DEI CONTI

PROCURA REGIONALE DELLA CORTE DEI CONTI
REGIONE EMILIA ROMAGNA
P.ZZA 08 AGOSTO, 26
40126 BOLOGNA
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ESPOSTO
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OGGETTO: SEGNALAZIONE PER ACCERTARE EVENTUALI RESPONSABILITA’ ERARIALI OVVERO L’ILLEGITTIMITA’ DI ATTI AMMINISTRATIVI
Gli abitanti della località Gorro e Roccamurata in Comune di Borgo Val di Taro (PR), con il presente esposto sottopongono al Vostro vaglio la seguente situazione, affinché vogliate intraprendere le più opportune iniziative.
FATTO
Con la presente, ci riferiamo ai seguenti fatti e documenti:
– Il giorno 23.06.2004 tra il COMUNE DI BORGO VAL DI TARO (PR) e la soc. Scavi e Strade s.n.c., veniva stipulata la Convenzione per l’attività estrattiva nella CAVA “LE PREDELLE”, rep. 3020, e registrata all’ufficio delle Entrate di Parma, sez. distaccata di Borgo Val di Taro al n. 8166 serie 3, in data 25.06.2004 (doc. n. 1).
– In data 01.07.2004, lo stesso Comune rilasciava l’Autorizzazione alla coltivazione della cava “Le Predelle” (doc. n. 2).
– In data 31.08.2009 veniva concessa la proroga di un anno alla predetta autorizzazione che quindi è scaduta il 09.06.2010 (doc. n. 3).
– Domanda di autorizzazione alla coltivazione della Cava “Le Predelle” presentata da AL.MA. al Comune di Borgo Val di Taro in data 9 agosto 2010 prot. 4399, il cui procedimento amministrativo non si è ancora concluso (doc. n. 4).
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Si evidenzia che l’autorizzazione è scaduta il 30.06.2009; la domanda di proroga è stata presentata soltanto il 28.08.2009; la proroga è del 31.08.2009.
Domanda e autorizzazione di proroga sono entrambe intervenute dopo la scadenza dell’autorizzazione che proprio perché scaduta (da ben due mesi) non esisteva più e pertanto non poteva essere prorogata.
In proposito il comma 2 dell’art. 15 della L.R. 17/91 recita:
“ E’ ammessa la proroga del termine con provvedimento motivato del Sindaco, su domanda del titolare presentata almeno trenta giorni prima della scadenza, nel caso in cui alla data della domanda di proroga non siano state estratte le quantità autorizzate”.
Mentre il successivo 3° comma testualmente:
“La proroga della autorizzazione e della relativa convenzione non può in ogni caso essere superiore ad un anno”.
Non solo. Vi è di più.
Come risulta dall’art. 7 della Convenzione (doc. n. 1 preallegato) la durata dell’autorizzazione iniziale (art. 15 della L.R.17/91) è fissata in anni 5, comprensivi di anni 4 per la fase di estrazione e in anni 1 per la sistemazione finale.
Ora, è evidente che la richiesta di proroga avrebbe dovuto essere presentata prima della scadenza del quarto anno e quindi entro il 30.06.2008; infatti dopo quella data l’attività estrattiva non era autorizzata essendo consentito il solo lavoro di sistemazione finale.
Invece, è documentato dalle carte rilasciate dal comune di Borgo Val di Taro che l’attività estrattiva è proseguita anche nel secondo semestre del 2008, nel 2009 e nel 2010 (doc. n. 5).
L’autorizzazione è scaduta; la sua improbabile unica proroga possibile è pure scaduta; la nuova autorizzazione non è ancora stata concessa; pertanto, i lavori dovrebbero essere fermi e dovrebbero anche essere stati ultimati i lavori di ripristino, in conformità agli atti di progetto allegati alla Convenzione.
Le sanzioni amministrative previste per chi svolge attività estrattiva senza autorizzazione sono quelle previste dall’art. 22 della L.R. n. 17 del 18.07.1991.
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Il comma 3 dell’art. 12 della L.R. n. 17 del 18.07.1991, dispone che “Le somme versate al Comune ai sensi del comma 2 sono introitate dal Comune medesimo e sono devolute nella misura del venti per cento alla Provincia territorialmente competente e nella misura del cinque per cento alla Regione. Tali somme sono utilizzate per interventi di risanamento, ripristino, valorizzazione e rinaturalizzazione ambientale e paesistica prioritariamente delle aree interessate e per attività di pianificazione, controllo…….”.
Con la lettera che qui si allega sub. doc. n. 6, depositata al Protocollo del Comune di Borgo Val di Taro il 27.11.2010 n. 6385, e indirizzata all’attenzione del Sindaco e del Revisore dei Conti, abbiamo chiesto di essere resi edotti dei seguenti dati, fatti e documenti:
– quale sia stato l’importo delle somme complessivamente introitate nel corso degli anni di durata della convenzione per l’attività svolta nella cava “Le Predelle”;
– quali siano i corrispondenti capitoli di spesa, suddivisi per anno e i relativi importi;
– l’importo complessivamente versato, ai sensi della L.R. di cui sopra, rispettivamente alla Provincia ed alla Regione;
– se siano già stati svolti interventi di risanamento, ripristino, valorizzazione e rinaturalizzazione ambientale e paesistica dell’area interessata;
– in caso di risposta positiva al punto che precede, quale somma sia già stata spesa;
– in caso contrario, quale somma sia stata accantonata a bilancio per tale scopo;
– quali controlli abbiate svolto e quanto sia stato speso a tal fine;
– di voler fornire i documenti contabili dai quali risultino le somme di cui si chiede conto (bilanci, rendiconti e mandati di pagamento).
Per tutto quanto sopra nessuna risposta ci è ad oggi pervenuta e nulla abbiamo rinvenuto nell’esercizio del diritto di accesso nel fascicolo consultato in Comune.
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A precise domande formulate con nostra comunicazione scritta del 17.11.2010, indirizzata al Comune di Borgo Val di Taro (Prot. n. 6446 del 22.11.2010), alla c.a. del Sindaco, alla c.a. dell’Ufficio Affari Generali, alla c.a. dell’Ufficio Tecnico, alla c.a. della Polizia Municipale, rispondeva il solo responsabile del procedimento del settore Affari Generali del predetto Comune con propria nota in data 20.12.2010 prot. N. 7087, in modo esaustivo su alcune domande mentre su altre ammetteva (doc. n. 7 e 8):
– di non aver provveduto, al collaudo delle opere e degli interventi di sistemazione finale previsti nel progetto approvato, ai sensi del punto d) art. 11 della Convenzione, e con quale esito,
– che il Sindaco non ha ancora rilasciato, il certificato di completa e regolare esecuzione dei lavori di ripristino finale, ai sensi del punto a), secondo comma , dell’art. 11 della Convenzione,
– che l’Ufficio Tecnico Comunale non ha effettuato l’Istruttoria di cui al punto a), secondo comma, dell’art. 11 della Convenzione,
– di non aver mai verificato la realizzazione delle opere di ripristino dei vari lotti, prima dell’inizio dell’escavazione del lotto successivo in conformità al disposto dell’art. 22 della Convenzione, all’Autorizzazione, dell’atto di svincolo idrogeologico con prescrizione rilasciato dalla Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno prot. 6738/4.2 del 11.07.2002 (infatti nella risposta il Comune ammette di aver disposto solo ora accertamenti sui ripristini);
– che non sono ancora stati rimossi i manufatti e l’eventuale pesa mobile, che in conformità agli ultimi due commi dell’art. 28 avrebbero dovuto essere rimossi entro la data di ultimazione dei lavori.
Le sanzioni amministrative previste per chi svolge attività estrattiva in violazione delle prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo sono quelle previste al comma 2 dall’art. 22 della L.R. n. 17 del 18.07.1991; in particolare il punto b) prevede la sanzione per l’inosservanza della data di scadenza e delle modalità di sistemazione sistemazione finale dell’area e l’inosservanza di ogni altra prescrizione e modalità da esercitarsi nell’esercizio dell’attività estrattiva (quindi ad es. anche per le sistemazione dei singoli lotti).
In presenza dell’illecito (anche se amministrativo), per di più segnalato, il Comune avrebbe dovuto intervenire
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Come abbiamo rilevato nella nostra missiva del 17.11.2010 (qui prodotta sub. doc. n. 7 preallegato), il Comune non ha adempiuto ai propri doveri Convenzionali.
Una nuova richiesta di autorizzazione dell’attività di coltivazione della medesima cava che venisse accolta farebbe venire meno il principio della certezza giuridica.
I termini di coltivazione sono fissati dalla L.R.17/91, riportati nella Convenzione e nell’ Autorizzazione, come più sopra evidenziato.
Se fosse possibile continuare, fosse anche da parte di altro soggetto, l’attività di escavazione nella medesima cava, i termini di Legge verrebbero raggirati (abuso del diritto), e l’obbligato (nel nostro caso la società Scavi e Strade s.n.c.) avrebbe l’agevolazione di non dover più provvedere alla sistemazione del sito e rimozione dei manufatti con evidente notevole risparmio di oneri e costi.
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Tutto ciò premesso, si ritiene che
L’Amministrazione Comunale di Borgo Val di Taro possa incorrere in responsabilità amministrativa per danno erariale per i fatti di cui sopra e partanto
CHIEDONO
Alla Ecc.ma Procura Generale della Corte dei Conti di voler esercitare i propri poteri di indagine al fine di accertare la sussistenza di profili di illegittimità degli atti amministrativi o eventuali ipotesi di responsabilità erariale.
Rimaniamo in fiduciosa attesa di un Vs cortese e sollecito riscontro.
La presente viene sottoscritta dagli abitanti della località Gorro e Roccamurata in Comune di Borgo Val di Taro.
Per tutti noi, Vorrete inviare copie, comunicazioni, avvisi e quant’altro riteniate al sig. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Allegasi: i documenti infarcitati.
Borgo Val di Taro, lì……………………….
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