Centro di recupero di materiali edili in pieno Borgotaro?

Centro di recupero di materiali edili in pieno Borgotaro?

Smentita

Considerazioni sulla notizia che circola insistentemente, in maniera più o meno confusa -senza però ricevere conferme o verifiche ufficiali se non la interrogazione della Minoranza- al riguardo di un centro di recupero di materiale edile nella zona del capannone Ex Rapetti a Borgotaro.

La ricerca di ubicazioni per nuove discariche (o stoccaggi) è particolarmente problematica a causa della conformazione geografica complessa del territorio valtarese, nonché per le resistenze da parte della popolazione (nota a tutti quella dei residenti di Roccamurata). Questo è vero.

Ogni tipo di discarica (o centro di recupero) ha, per sua stessa natura, il problema di produzione di polveri o di odori e di rumore. Nelle discariche (o centro di recupero) dove vengono stoccati e lavorati i rifiuti inerti, troviamo le stesse problematiche legate alla emissione di polveri presenti nei siti di produzione di materie prime da estrazione o da frantumazione (la gestione privata delle discariche spesso si rivela problematica e carente).

Il 3/4/2018 il Sindaco Diego Rossi e un imprenditore locale erano nell’area del capannone Ex Rapetti (di fronte al supermercato INs, nel rettilineo tra la piscina e il Linos Bar)  a controllare il sito della prossima apertura di un centro di recupero di materiali edili (ceramiche esauste e cemento).

"La minoranza nel Consiglio Comunale del 31 gennaio, ha fatto interrogazione scritta di cosa significa recupero di materiale edile. Dopo aver avuto rassicurazioni verbali dalla maggioranza, la minoranza ha chiesto risposta scritta con chiarimenti precisi e dettagliati in merito alle attività che verranno svolte. La. risposta alla data odierna, non è ancora pervenuta"

Le domande che ci poniamo sono:

Visto che la zona è residenziale ci vogliono portare inquinamento di polveri e acustico?

Non verrà mica trattato amianto, vero?

I residenti di quell’area condividono l’apertura del centro di recupero?

L'attività  di cui sopra non rientra tra quelle classificate, ai sensi dell'art.216 del Testo Unico delle leggi sanitarie, come industria insalubre di Prima Classe di cui al DM 05/09/1994 con riferimento alla voce B) Prodotti e materiali, punto 100) rifiuti solidi-depositi, trattamento?

vedasi esempio per deposito potature etc..:

http://www.comune.cassacco.ud.it/upl/uploads/1415966114-2-1.pdf

O discussione più generale:

http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/2014/09/industrie-insalubri-consiglio-di-stato.html

Cosa poi si possono produrre dal recupero ad esempio di piastrelle???
7.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti ottenuti: materie prime secondarie perl'edilizia con
caratteristiche conformi all'allegato C della circolare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio 15 luglio 2005, n. UL/2005/5205

E QUI IL CLICLO DI RECUPERO SI CHIUDE. vedasi ad esempio:

http://www.icers.it/System/00/01/96/19615/634587058043314474_1itIT.pdf

http://www.centroceramico.it/portfolio-items/analisi-sperimentazione/

QUINDI OLTRE AI 140 TON/DIE DI RECUPERO RIFIUTI CERAMICI CRUDI, FANGHI E ACQUE DA INDUSTRIE CERAMICHE..
...ECCO CHE I RIFIUTI POSSONO ENTRARE IN UNA AZIENDA CERAMICA, A CASO, ANCHE COME MATERIE PRIME (E NON RISULTARE NEPPURE!!!) E ANCHE QUI PORTARSI SECO
TUTTE LE PROBLEMATICHE DERIVANTI DAL FATTO CHE SEMPRE DI RIFIUTI TRATTASI, CON TUTTE LE PROBLEMATICHE INERENTI:

1) DAI RESIDUI DI COLLE PER LA POSATURA DELLE PIASTRELLE;

2) ALLA PROBLEMATICA PRESENZA DI AMIANTO IN FELDSPATI E ARGILLE RISCONTRATE IN CAVE utilizzate sino al 2016:

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/ce-amianto-nelle-ceramiche-finite-nelle-case-di-mezza-italia/

http://www.today.it/rassegna/amianto-ceramiche-piastrelle.html

3) AL FATTO CHE LE MATERIE PRIME SECONDARIE VENGONO ANALIZZATE NEI CENTRI DI RECUPERO CON CHE FREQUENZA? ANNUALE?

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